9.15–10.00 · Caffè Cavour
Un caffè con papà
Presentazione degli incontri della giornata e saluti istituzionali in compagnia di Carlo Crudele e Kristian Gianfreda, assessore alle Politiche per la salute e la protezione sociale del Comune di Rimini.

Sabato 19 settembre 2026 · Cinema Teatro Fulgor e altri luoghi del centro di Rimini
Ingresso gratuito con registrazione · In presenza e in streaming · 9.15–19.30
Il 19 settembre 2026 Parola Ai Padri torna a Rimini con una giornata di incontri, ricerca, partecipazione e spettacolo dedicata alla paternità contemporanea. Al Cinema Teatro Fulgor e in altri luoghi del centro, studiosi, professionisti, aziende e padri si confronteranno sul lavoro, la cura, le relazioni e tutto ciò che rende oggi i padri più presenti, ma anche più esposti a pressioni e contraddizioni.
Agli uomini viene chiesto di essere padri presenti, affettuosi e capaci di cura. Nello stesso tempo, lavoro, congedi, servizi e modelli culturali continuano spesso a trattarli come figure secondarie nell’accudimento, supporti della madre o principali responsabili del reddito familiare.
È questa la paternità compressa: la condizione di uomini chiamati a essere padri nuovi dentro strutture pensate per i padri di prima. Una compressione del tempo, ridotto dal lavoro e da congedi insufficienti; dell’identità, perché il vecchio ruolo paterno è stato messo in discussione senza che il nuovo sia già pienamente riconosciuto; delle possibilità, perché desiderare di prendersi cura dei figli non significa sempre poterlo fare.
Ma i padri sono anche complessi: attraversati da desideri, paure, contraddizioni e modelli diversi. L’Edizione 2026 non propone un nuovo padre perfetto. Mette in relazione esperienze, dati e punti di vista per capire come rendere la presenza paterna più libera, responsabile e concretamente possibile.
| Orario | Luogo | Appuntamento | Focus |
|---|---|---|---|
| 9.15–10.00 | Caffè Cavour | Un caffè con papà | Apertura e saluti istituzionali |
| 10.00–18.00 | Cinema Teatro Fulgor | La paternità in un post-it | Installazione partecipativa con Promama |
| 10.30–11.30 | Cinema Teatro Fulgor | A cosa serve un papà? | Oltre l’aiuto, dentro la cura |
| 11.30–11.50 | Cinema Teatro Fulgor | Il padre dimezzato | Ricerca sui working dad italiani |
| 11.30–13.00 | Sala Giulietta | Sedute di autocoscienza | Primo turno |
| 11.50–12.50 | Cinema Teatro Fulgor | Papà, al lavoro! | Le aziende al tempo dei padri |
| 12.50–13.20 | Cinema Teatro Fulgor | Se un figlio vale dieci giorni | Congedi finalmente alla pari |
| 15.00–16.30 | Sala Giulietta | Sedute di autocoscienza | Secondo turno |
| 15.30–16.30 | Cinema Teatro Fulgor | Spoiler: padre in transizione | Papà e figli tra imprevisto e possibile |
| 16.30–17.30 | Cinema Teatro Fulgor | L’Odissea del padre | Un Ulisse non più eroe |
| 19.00–19.30 | Bar Lento | Si scrive Dad, si legge Dead | Stand-up comedy di Davide Gambardella |
Un padre non “aiuta”: si assume la propria parte di cura. Il panel attraversa lavoro, relazioni e vita quotidiana per ridefinire il posto dei padri nella famiglia, oltre la buona volontà e dentro una responsabilità finalmente condivisa. La cura può sviluppare competenze e trasformare le persone, ma il suo valore non dipende soltanto dall’utilità che può avere nel lavoro.
Cristina Di Loreto presenta i risultati della ricerca promossa da Me First e realizzata con LabCom su 373 padri lavoratori. Nel campione, l’81,3% desidera maggiore supporto dall’azienda, ma soltanto il 31,1% dichiara di averlo ricevuto o di poterlo attivare; il 49,9% mostra livelli elevati di burnout e il 42,4% afferma di riuscire a conciliare vita familiare e lavoro.
Che cosa accade quando i padri chiedono al lavoro non soltanto flessibilità, ma il diritto di essere presenti? Esperienze e dati si incontrano per capire quanto le aziende siano pronte a riconoscere questa trasformazione e quanto continuino invece a ostacolarla. Il confronto riguarda policy, cultura organizzativa e possibilità concreta di utilizzare congedi e strumenti di conciliazione senza temere conseguenze professionali.
In Italia, alla nascita di un figlio, al padre sono riconosciuti soltanto dieci giorni di congedo obbligatorio. L’incontro parte da questa distanza e presenta il lavoro del Comitato Pari alla Pari per cinque mesi di congedo obbligatorio, integralmente retribuito, individuale e non trasferibile per ciascun genitore. Una proposta che riguarda relazioni familiari, opportunità professionali delle donne e modo in cui gli uomini imparano a diventare padri.
Nelle storie di Claudio Rossi Marcelli e Roberto Grassilli, l’imprevisto può essere un figlio, un padre o una famiglia diversi dal convenzionale. Due esperienze per raccontare come l’incontro con l’altro possa incrinare le certezze, liberare emozioni e aprire possibilità inattese. Il centro del confronto è la capacità dei padri di accompagnare i figli senza pretendere di definirne il percorso.
Il padre contemporaneo ha lasciato alle spalle l’eroe distante, ma non ha ancora trovato del tutto il proprio posto. Alessandra Minello ne ricostruisce il viaggio nella società, Franco Baldoni lo osserva nella relazione con se stesso e con i figli, Cristina Di Loreto porta la voce dei padri compressi tra lavoro e cura. Tre prospettive per cercare nuove forme di autorevolezza, responsabilità, vulnerabilità e presenza.
Gli appuntamenti diffusi tra Caffè Cavour, Bar Lento e la Sala Giulietta del Fulgor.
9.15–10.00 · Caffè Cavour
Presentazione degli incontri della giornata e saluti istituzionali in compagnia di Carlo Crudele e Kristian Gianfreda, assessore alle Politiche per la salute e la protezione sociale del Comune di Rimini.
10.00–18.00 · Cinema Teatro Fulgor
Essere padre è un’esperienza che cambia a seconda dell’uomo che lo diventa, ma anche delle persone che gli stanno accanto. Una lavagna accoglierà le definizioni lasciate dai visitatori su post-it colorati; una selezione delle risposte più vere e sentite verrà letta sul palco. Con la collaborazione di Promama.
11.30–13.00 e 15.00–16.30 · Sala Giulietta del Cinema Teatro Fulgor
Tavoli di confronto guidato tra padri dedicati all’ascolto, all’esperienza e alla possibilità di mettere in comune domande che spesso restano private. A cura di MicaMacho e Osservatorio Maschile.
19.00–19.30 · Bar Lento
Congedi, denatalità, gender gap, educazione digitale: sulla paternità c’è poco da ridere. Per questo la giornata si chiude ridendo molto, con la stand-up comedy originale che Davide Gambardella ha scritto per Parola Ai Padri.

Nel 1989 ha fondato a Torino l’Istituto CHANGE, prima scuola italiana di counselling sistemico. Da oltre quarant’anni si occupa di comunicazione, relazioni familiari e sostegno alla genitorialità. È autrice di numerosi saggi, tra cui Diventare grandi, insieme, Fare i genitori, restare una coppia e A cosa serve un papà.

Cofondatrice di Lifeed, piattaforma che valorizza le competenze sviluppate attraverso le transizioni della vita e le attività di cura, ha introdotto nel dibattito pubblico italiano l’idea della genitorialità come occasione di apprendimento con MAAM. La maternità è un master. È autrice, tra gli altri, di Cuore Business, Cura e Il potere della transilienza.

Dopo oltre quindici anni di lavoro accanto alle persone senza dimora, è diventato life e business coach, specializzandosi in comunicazione empatica e consenso sistemico. Scrittore e autore del romanzo I sopravviventi, conduce percorsi sulla consapevolezza paterna. Con Padri di carta esplora la paternità attraverso personaggi, relazioni e conflitti della letteratura.

Psicologa clinica e perinatale, psicoterapeuta, formatrice e coach, ha ideato Me First, metodo dedicato alla sostenibilità psicologica della genitorialità e al rapporto tra cura, identità personale e lavoro. È autrice di Il viaggio del papà e lavora come speaker e consulente per organizzazioni e aziende.

Laureata in Giurisprudenza e con un MBA in Organizzazione e Personale alla Bocconi, guida la funzione Risorse Umane di Nespresso Italiana. Si occupa di cultura organizzativa, benessere, inclusione e parità di genere, sostenendo anche misure dedicate alla genitorialità, come la Baby Leave rivolta ai padri e ai secondi caregiver.

Psicologa, manager, ricercatrice e docente a contratto di Consumer Behavior all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, studia il rapporto tra persone, lavoro, identità e appartenenza. Nel 2021 Forbes Italia l’ha inserita tra i cento giovani Under 30 più influenti del Paese. È speaker e divulgatrice sui temi del futuro del lavoro.

Dopo oltre dieci anni tra consulenza, startup e product management, ha fondato Promama, startup HR tech che mette in relazione genitori e aziende family-friendly. Attraverso il Family-Friendly Index, Promama analizza policy, cultura organizzativa e strumenti dedicati alla genitorialità.

Assessora con deleghe, tra le altre, a scuola, servizi per le famiglie, tutela dei minori e pari opportunità, è tra le fondatrici del Comitato Pari alla Pari. Nel giugno 2026 ha partecipato al deposito in Corte di Cassazione della proposta di legge per cinque mesi di congedo obbligatorio, integralmente retribuito e non trasferibile per ciascun genitore.

Giornalista di Internazionale, si occupa da anni di famiglie, genitorialità e diritti civili. Cura la rubrica Dear Daddy, nella quale risponde alle domande di genitori e figli. Ha raccontato la propria esperienza familiare nei libri Hello Daddy!, E il cuore salta un battito e Lo zoo delle famiglie.

Pubblica dagli anni Ottanta su riviste e testate come Alter, Linus, Frigidaire e Cuore, di cui è stato anche art director. È autore di libri illustrati e graphic novel, tra cui La realtà diminuita e Il quarto spirito. Padre di quattro figli, ha raccontato pubblicamente anche la storia del figlio Roman e il percorso trasformativo vissuto dalla famiglia.

Demografa presso il Dipartimento di Scienze statistiche dell’Università di Padova, studia le disuguaglianze di genere nella famiglia, nel lavoro e nell’istruzione. Dirige il progetto FORTIES e cura il rapporto Le equilibriste di Save the Children. È autrice di Non è un Paese per madri, Genitori alla pari e Senza figli.

Medico, psicoterapeuta e psicoanalista, è professore associato di Psicologia clinica all’Università di Bologna e responsabile dell’Attachment Assessment Lab. Studia attaccamento, mentalizzazione, psicosomatica e salute affettiva perinatale, con particolare attenzione alla paternità e al disagio psicologico maschile durante gravidanza e post-partum.

Si occupa di genere, sessualità e corpo ed è consulente Diversity, Equity & Inclusion per le organizzazioni. Nel 2018 ha creato Antropoché, il primo podcast italiano dedicato alla divulgazione antropologica. Modera A cosa serve un papà? e L’Odissea del padre.

Giornalista e manager con oltre venticinque anni di esperienza nei media e nell’innovazione sociale, ha lavorato nella comunicazione, nella formazione e nella costruzione di progetti a impatto. È membro dell’Advisory Council di Ashoka Italia. Modera Papà, al lavoro! e Spoiler: padre in transizione.
Carlo Crudele è strategist, autore e imprenditore: lavora da oltre vent’anni tra comunicazione digitale, innovazione e progettazione culturale. Nel 2017, con la nascita dei figli gemelli, ha scelto di ripensare la propria vita professionale per vivere più pienamente la paternità: da quell’esperienza è nato Parola Ai Padri. È LinkedIn Top Voice – Culture Movers 2026 e partecipante alla Systems Change Masterclass di Ashoka Italia.

Il cuore della giornata è il Cinema Teatro Fulgor, la storica sala riminese cara a Federico Fellini, già casa dell’edizione zero. Attorno, gli appuntamenti diffusi al Caffè Cavour e al Bar Lento portano la conversazione nel centro della città.
Quando: Sabato 19 settembre 2026, 9.15–19.30
Dove: Cinema Teatro Fulgor e centro di Rimini

La partecipazione è gratuita con registrazione. Il pubblico può scegliere tra presenza al Cinema Teatro Fulgor e fruizione in streaming. Prima dell’evento gli iscritti riceveranno le informazioni necessarie per l’accesso in sala o alla diretta.
Registrati gratuitamentePer ora la registrazione passa dall’email: prenota@parolaaipadri.it.
5 aprile 2025 · Cinema Fulgor, Rimini